
Programma in sintesi
Dopo il viaggio di venerdì pomeriggio 29 aprile e la sistemazione in Hotel a Lido di Jesolo, di buon ora nella mattina di sabato 30 aprile raggiungeremo Punta Sabbioni Treporti- Cavallino, l’accesso nord est della laguna di Venezia. Tale accesso ai bus è delimitato da una costosa ZTL (inclusa nel prezzo della gita) . Da qui ci imbarcheremo in un battello/motoscafo noleggiato per noi presso la ditta “ Laguna Fla Group srl “ diretti all’ isola di S. Lazzaro degli Armeni, posta scenograficamente dinanzi al Lido di Venezia, e al complesso monastico dei Padri Armeni Mechitaristi (ore 10.30).
Terminata questa visita ci dirigeremo verso la laguna nord, isole di Burano e Torcello per il pranzo al sacco e visita ai monumenti di Torcello (non inclusi questi nella quota di adesione).
Alle 16.30 ci trasferiremo all’isola di S.Francesco del Deserto per la visita al convento francescano immerso nella quiete.
Nel corso dei numerosi trasferimenti avremo modo di spaziare sui panorami di buona parte della laguna , anche quella più recondita e appartata.
Alla sera ritorneremo a riva per raggiungere l’Hotel presso il Lido di Jesolo.
Di buon mattino domenica 1 maggio sistemati i bagagli in Pullman raggiungeremo la zona di Caorle dove accompagnati dagli amici del Cai di Portogruaro effettueremo una escursione a piedi lungo le rive della laguna omonima, luogo ideale per il birdwatching. Dopo un percorso a piedi di circa 3 ore e mezzo ore ci fermeremo per un pranzo a base di pesce fresco in un tipico “Casone” dei pescatori.
Riposati e rifocillati, nel pomeriggio faremo rientro ad Arezzo.

* Si ricorda inoltre a tutti i partecipanti :
1) evitare di chiedere modifiche al programma già fissato puntualmente per le visite già programmate: nessuna divagazione sarà accordata ;
2) rispetto assoluto degli orari di partenza e ritrovo per evitare disagi e ritardi all’intero gruppo, pregiudizievoli alle visite prenotate e navigazione in laguna;
3) munirsi di idoneo equipaggiamento (cappello, occhiali da sole, protezione da pioggia, stick e creme protettive da sole nonchè antizanzara (!!) e scarpe per le 2 distinte giornate);
4) tenere un comportamento consono alla bellezza e al silenzio dei luoghi visitati ;
Orario di Partenza (unica sosta in città): venerdì 29 aprile ore 14,00 Piazza Giotto (AR)
Viaggio in A1 fino a Lido di Jesolo dove alloggeremo con trattamento mezza pensione presso hotel BRISTOL (***) fino alla colazione di domenica 1 maggio .
Ritorno nella tarda serata del 1 maggio compatibilmente con il traffico di rientro .
Quota di partecipazione: € 210,00 – under 18 anni € 180,00 .
I non soci sono tenuti al versamento di una ulteriore quota supplementare globale a titolo di assicurazione infortunio per € 16,00 .
La quota di partecipazione comprende :
1. Trattamento mezza pensione bevande incluse per due gg. (29/30.04 -1.05)
2. Bus A/R e proiezioni DVD durante il viaggio
3. Pass ZTL per il Bus del 30 aprile Punta Sabbioni-Treporti/Lido di Jesolo
4. Battello/motoscafo a disposizione per la giornata di sabato 30 (laguna Venezia)
5. Ingresso e visita guidata Isola S. Lazzaro degli Armeni
6. Ingresso e visita guidata Isola San Francesco del Deserto
7. Pranzo al “Casone dei pescatori” di domenica 1 maggio
8. Assicurazione CAI
La quota di partecipazione non comprende:
1. ingressi non previsti come sopra evidenziato ;
2. pranzo al sacco 30 aprile
3. cena di ritorno (1 maggio)
La quota di iscrizione a titolo di caparra pari a € 100,00 dovrà essere versata all’atto dell’iscrizione presso la Sede sociale e sarà titolo per l’attribuzione del posto a sedere nel Pullman per la intera durata del viaggio.
Apertura iscrizioni dalle ore 18,00 del 24 febbraio 2011.
Per comprensibili ragioni organizzative il numero max. di adesioni è fissato in 50 posti.
Il conguaglio-saldo dovrà essere versato in Sede entro MARTEDI’ 19 APRILE 2011 e quindi precedentemente alla partenza .
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE : T, nessun dislivello, attenzione all’acqua in laguna!
Direttori di gita : Andrea Ghirardini e Paolo Bini
San Francesco del Deserto
Arrivando con la barca da Burano è possibile scorgere già in lontananza la fascia scura dei filari di antichi Cipressi e di Pini merittimi che circonda il perimetro dell'isola. Scesi dalla barca, percorrendo il lungo viale alberato si arriva alla Chiesa, affiancata dal campanile e dal convento. Dalla porta a destra si accede al primo chiostro, recentemente restaurato, e al vicino chiostro quattrocentesco. Dal 1858 si sono susseguiti lavori di restauro dell'intero complesso, che hanno portato alla luce oltre alle absidi dell'oratorio anche le fondamenta dell'antica chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi, a cui si può accedere dal primo chiostro. L'antica chiesa quattrocentesca, riportata dai lavori di restauro a mattoni vivi, è ad una sola navata, con il soffitto a carena di nave, e sotto al pavimento sono visibili le antiche fondamenta e la pavimentazione originaria.
L'altra chiesa, costruita di recente per ospitare le funzioni, è del 1963.
Il complesso è circondato dal giardino, dove potrete godervi una passeggiata tra il verde e il silenzio di questo luogo, interrotto solamente dal cinguettare dei numerosi uccelli che lo popolano. Non sono invece visitabili l'orto e le vigne coltivate dai frati che abitano il convento.
La fondazione dell`eremo viene tradizionalmente fatta coincidere con il soggiorno in laguna di San Francesco d`Assisi di ritorno dall`Egitto, ma rimangono ancora molti dubbi sia sulla veridicità del fatto, sia su un eventuale ruolo attivo del Santo nella creazione dell`insediamento.
Di certo si sa che nel 1228 il patrizio Jacopo Michiel, proprietario dell`isola, accordandosi con Sant`Antonio da Padova, ministro provinciale, fece erigere una chiesa a nome di San Francesco che si presume sia stata la prima eretta in onore del Santo.
Nel 1233 Michiel donò l'isola ai frati minori del convento francescano dei Frari di Venezia che vi edificarono un convento, ove rimasero fino al 1420, quando, indotti dal deperimento dell'isola, i pochi frati rimasti la abbandonarono e si ritirarono nel convento dei Frari.
Dal 1420 al 1453 l'isola rimase quindi deserta (forse da qui il nome di S. Francesco del deserto), fino al 1453 quando papa Pio II concesse l`isola ai frati Minori Osservanti che, raccolte offerte in città, restaurarono la chiesa e il convento, edificando il chiostro rinascimentale.
Quarant'anni più tardi papa Clemente VIII inviò nell'isola una comunità di frati Minori Riformati che vi rimasero fino al 1806, anno in cui dovettero abbandonarla in seguito alle soppressioni napoleoniche e ritirarsi nel convento di San Bonaventura a Venezia. Con la secolarizzazione, il convento, composto di trentuno cellette, venne adibito a deposito di esplosivi e l`isola intera a caserma militare. Tuttavia nel 1856 l`imperatore Francesco I d'Austria donò l'isola al Patriarca di Venezia, il quale la concesse in perpetuo ai Frati Minori Francescani che vi fecero ritorno nel 1858, dopo più di seicento anni.
Oggi l'isola, che vede ancora la presenza dei Frati Francescani Minori, non è servita da mezzi pubblici .
Monastero Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni
Nella piccola isola di San Lazzaro, tanto cara al poeta Byron, sorge il monastero dei Padri Armeni, circondato da un'immenso giardino. Annessa al Monastero sorge la chiesa di San Lazzaro, di origine gotica, che fu ricostruita nel XIX secolo. Inizialmente l'isola di S.Lazzaro fu adibita a lebbrosario (da qui la dedicazione dell'isola al santo). Cessata questa destinazione, rimase deserta fino al 1717 quando venne assegnata ad un nobile monaco armeno di Sebaste, Manug di Pietro, detto Mechitar (il consolatore), fuggito da Modone invasa dai Turchi, dove aveva fondato un monastero.
Riedificata la chiesa e il convento, Mechitar si adoperò per diffondere il sapere in Oriente, anche con l'aiuto di giovani connazionali da lui accolti ed istruiti.
Opere scientifiche, letterarie e religiose venivano tradotte in armeno da diverse lingue: dopo la sua morte, venne fondata una tipografia poliglotta (1786).
Nacque così un'istituzione che si chiamò dei Padri Armeni Mechitaristi, che fu col tempo arricchita dai lasciti di facoltosi Armeni. Il monastero sfuggì alle soppressioni napoleoniche in quanto Napoleone considerò la Congregazione dei Padri Armeni un'accademia letteraria.
Il convento ospita una pinacoteca, un museo, una stamperia di fine XVIII sec., dove sono conservati reperti archeologici egiziani, orientali e romani, oltre ad una ricca collezione di manoscritti armeni. Nella ricca biblioteca sono custodite invece molte opere d'arte di Palma il Giovane e Ricci, oltre ad un bell'affresco del Tiepolo.
Ancora oggi attorno alla chiesetta, ricostruita nel 1883 dopo un incendio, e al piccolo chiostro ferve un luogo di preghiera e di studio, essendo S.Lazzaro una vera e propria isola Armena nel cuore della Laguna.