9 DICEMBRE 2012 (EX 2 DICEMBRE) PRANZO SOCIALE CAPRESE MICHELANGELO

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 9 DICEMBRE 2012 (EX 2 DICEMBRE) PRANZO SOCIALE CAPRESE MICHELANGELO
L’itinerario che percorreremo si svolge su un tratto del sentiero GEA (Grande Escursione Appenninica) che parte da Bocca Trabaria e arriva fino al Passo dei Due Santi in Liguria. Il nostro percorso ha inizio nelle pianure alluvionali di Pieve S. Stefano, toccando l’Abbazia di Tifi che visiteremo; prosegue salendo fino ad arrivare a Caprese Michelangelo dove il Macigno, roccia sedimentaria costituente gran parte del versante tiberino dell’Alpe di Catenaria, alterandosi ha originato suoli adatti al castagno da sempre “l’albero del pane” , tradizione e fortuna dell’economia capresana. Caprese Michelangelo, è un piccolo comune che deve il suo nome al fatto di avere dato i natali al sommo scultore, ed è collocato sulla dorsale appenninica, ai piedi dell’Alpe di Catenaria (M. Castello), in uno scenario particolarmente ricco di estesi boschi di faggi, castagni e querce. Numerosi i corsi d’acqua confluenti nel torrente Singerna, che si unisce al Tevere nel lago di Montedoglio. Ammirevole il paesaggio dove a settentrione, spicca il Crudo Sasso di S. Francesco. Le tracce di una storia intensa si ritrovano nei monumenti più significativi di Caprese: la Rocca medioevale, costruita nel X secolo, l’Abbazia camaldolese di Tifi , la Pieve di San Cassiano, Chiesa di San Cristoforo ed il Santuario della Madonna della Selva. Suggestivi i luoghi attraversati da San Francesco durante i suoi viaggi da Assisi al Sacro Monte della Verna di cui restano testimonianza: la Chiesa di San Polo, la Cappella di Zenzano, l’Eremo della Casella. A Caprese si segnala oltre al suo bel Centro Storico, il Museo Michelagiolesco che ha sede presso la rocca del paese, con i tre edifici principali: il Palazzo del Podestà, Palazzo Clusini e la Corte Alta, e il giardino con esposizione all’aperto.
PROGRAMMA
PARTENZA: P.za Giotto ore 7,30 – P.za G.Monaco ore 7,45
LUNGHEZZA PERCORSO: Km. 9,500
DISLIVELLI : mt. 377 in salita; mt. 159 in discesa
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3,30 escluso le soste
DIFFICOLTA‘: “ E” (escursionistica, adatta anche a chi è poco allenato).
EQUIPAGGIAMENTO: da trekking, adeguato alla stagione autunnale inoltrata
QUOTE DI PARTECIPAZIONE:
– Soci € 38,00 con pullman e pranzo ( Soci Giovani € 35,00 ; Non Soci € 46,00).
Per chi partecipa solo al pranzo usando mezzi propri il costo è di € 28,00. Bambini fino a 3 anni gratuito.
Al pranzo possono partecipare oltre ai SOCI, i FAMILIARI, i SIMPATIZZANTI e cosa graditissima, dato che festeggiamo il 40° della ns. Sezione, i SOCI FONDATORI.
Al termine del pranzo ci sarà la premiazione dei soci venticinquennali e se possibile una proiezione di foto riguardanti l’attività della Sezione.
Questo il menù del pranzo che avrà inizio alle ore 13,00:
Antipasti toscani – Agnolotti tartufati – Tagliatelle alla boscaiola con porcini – Tagliata al ginepro – Arrosti misti –
Contorni – Acqua – Vino – Dolce – Caffè e Ammazzacaffè. Buon appetito !
Apertura iscrizione: martedì 6 novembre 2012
Termine iscrizione: venerdì 30 novembre 2012
La Sezione CAI di Arezzo e i Direttori di gita declinano ogni responsabilità per danni a cose o persone derivanti da comportamenti imprudenti o inappropriati da parte dei partecipanti.
I Direttori di Gita: Sonia Cuseri cell. 3336561397 e Eliseo Mazzi cell. 340626673
Al ristorante Albergo La Buca di Michelangelo a Caprese Michelangelo con piatti tipici della cucina tradizionale toscana
Abbazia di San MArtino
In prossimità dell’abitato di Tifi sulla sinistra del torrente Singerna, lontana dal castello di Caprese Michelangelo circa un chilometro, si erge sul colle l’antica abbazia camaldolese intitolata a San Marino e Bartolomeo “in loco Tiphios”. Alcuni reperti archeologici rinvenuti, testimoniano che l’area dell’abbazia fu abitata fin dal tempo degli etruschi e romani.
Non abbiamo prove sicure se l’abbazia di Tifi costruita nei beni dei conti di Galbino, fu fondata da San Romualdo che morì nel 1027, ovvero dai suoi primi successori, ma è certa la sua esistenza nel settembre del 1065 quando ne era abate un certo Giovanni fino all’anno della sua morte avvenuta nel 1081. Fu monastero dipendente dal Maggiore di Camaldoli, il quale nominava un abate e un suo vicario.
Nel gennaio del 1089 con atto pubblico divenne patronato dei conti di Galbino, i quali confermarono che essi ed i loro antecessori avevano fondato la chiesa e il monastero di Tifi; lasciandone libero governo e dominio all’abate Gerardo. La badia fu arricchita di beni con continue donazioni dei ricchi feudatari avvenute tra il 1088 e il 1105.
Continuarono a nominarsi gli abati del monastero di Tifi fino all’anno 1438, quando con bolla del 6 aprile papa Eugenio IV, su istanza del Maggiore abate Ambrogio Traversari, riunì la Badia di Tifi a quella sua vicina di S.Maria a Dicciano in una sola parrocchia della Prioria di Dicciano, nel piviere di San Casciano Tifi e col titolo di Cappellania curata.
Il successore dell’abate Traversari (Mariotto) superiore delle suddette Badie, le ottenne in commenda nel 1447 dal pontefice Niccolò V. Continuarono entrambe a darsi in commenda sino al 1567, quando il suo commendatario Francesco Bellarmini canonico di Montepulciano, le rassegnò all’Eremo di Camaldoli a fronte di un vitalizio da destinarsi ad un suo nipote.
Sotto il Governo francese e l’impero napoleonico nel 1808 entrambe le abbazie furono soppresse e tutti i beni posseduti incamerati, i poderi dopo l’incameramento, furono affittati per cinque anni a e messi all’ incanto prima che terminasse l’ affitto .
Nel 1810 il municipio su richiesta dello stesso Governo, compilò un elenco dei Curati di Caprese, per assegnare loro la congrua. Allora a Tifi era rettore don Antonio Landucci; ma in un altro elenco del 1813 era succeduto don Brizio Mazzoni, ai quali si davano scudi 40 sui beni demaniali senza altra rendita.
La chiesa è caratterizzata da un organismo semplice ad unica navata, conserva tutt’oggi l’impianto conventuale annesso, sebbene non vi siano più i monaci camaldolesi dalla soppressione francese; il campanile a vela con quattro aperture, ha due sole campane. Dall’Abbazia di Tifi proviene il trittico con la “Madonna tra santi” del monaco camaldolense Giuliano Amidei (1475), oggi visibile presso Casa Buonarroti a Caprese.
Recente è l’intervento di restauro dell’Altare maggiore in pietra serena del cinquecento, opera di un artigiano locale (ignoto). Ne abbiamo notizie storiche da Mons.Peruzzi, in visita alla diocesi di Sansepolcro nel 1583, così si legge:L’edificio sacro è molto bello. Il vasto e restaurato di fresco. Tutto è quasi perfetto in questa chiesa : i due altari…
sul maggiore c’è un tabernacolo ligneo.